venerdì 5 giugno 2015

The Bookmark (3): "Nel caffè della gioventù perduta" di Patrick Modiano




Titolo: Nel caffè della gioventù perduta
Autore: Patrick Modiano
Pag. 128
Casa editrice: Einaudi
Anno: 2010


Il libro è in dotazione alla Biblioteca Comunale di Pettineo








Accingendosi a leggere un premio Nobel per la letteratura, ci si autoconvince che si verrà messi a parte della vicenda di personaggi memorabili, di eroi ed eroine impegnati in epiche battaglie per la salvaguardia di ideali universali. Lʼimpressione invece che si trae dalla scrittura scarna ma mai banale di Patrick Modiano è che l’autore sia interessato a figure assimilabili più ad antieroi; individui senza un retaggio solido e rassicurante, come nella più comune tradizione sociale; individui di passaggio che non sanno e non vogliono ancorarsi a nulla e a nessuno; figure di viandanti con una dimensione interiore sospesa e tesa alla fuga.

Gli unici punti fermi del romanzo e della società descritta da Modiano sono la precisione topografica dei luoghi di Parigi e il Condé, il caffè in cui letterati e studenti si fermano ma solo temporaneamente fino a notte fonda e senza un programma di vita definito.

Tra tutti questi mancati eroi, lʼautore, che compare nella narrazione attraverso il suo alterego Roland, concentra la sua attenzione su un personaggio femminile: Louki. Una donna affascinante da cui da subito viene attratto, e il cui mistero suscita curiosità in questa schiera di intellettuali la cui vita resta quasi sospesa nel presente.

Chi è Louki? Il passato, il presente e ancora più il futuro di questa donna fluttuano nell’incertezza. Abbandonato il tetto coniugale, sembra essere evaporata ed è per questo che il marito assume un investigatore privato che si occupi di cercarla. Una volta trovata, però, lʼinvestigatore decide di lasciarla andare. Forse più di tutti, lʼuomo ha compreso che la fuga è la condizione che meglio si addice alla donna.

Quale sarà il suo destino, se lʼunico modo di restare fuori dal tempo altro non è che abbracciare la morte? E quello di Roland che insieme a lei ha conosciuto momenti di felicità in quelle che definisce “zone neutre”?

Parigi è il palco su cui vanno in scena gli stralci di vita dei personaggi di Modiano, in luoghi precisi della città descritti con dovizia di particolari, una caratteristica distintiva dell’autore. E tuttavia la città è proprio la grande “assente” del romanzo: non accoglie né scaccia; semplicemente si limita a registrare il passaggio di queste incerte figure che ricercano nella precarietà di alberghi ammobiliati il rifugio dagli assalti del tempo.


Rossella Muratore




http://www.panorama.it/cultura/libri/modiano-vinto-premio-nobel-per-letteratura-2014/

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